giovedì 11 aprile 2013

PIENZA: La vita del Conte Piccolomini e Pienza nel Novecento. di Fabio Pellegrini

PIENZA. Sabato alle 17 apre a Palazzo Piccolomini la mostra sua vita del Conte Silvio Piccolomini a cinquanta anni dalla sua morte, un personaggio dimenticato, che ha fatto la storia della Città di Pio II nel Novecento. L' ha voluta la Società di Pie disposizioni di Siena col suo presidente il Prof. Vittorio Carnesecchi, perchè non andasse perduto un pezzo importante della nostra storia. Ultimo erede della famiglia di PIo II che abitò e visse a Pienza nel Palazzo Piccolomini, il conte Silvio Piccolomini della Triana attraversò da protagonista tre stagioni della storia italiana a Pienza: l'età liberale, l'età fascista, l'età democratica. Fu sindaco quattro volte, l'ultima subito dopo la Liberazione. Amò la cittadina di Pio II in modo assoluto e pose la sua ricostruzione e il suo rilancio in campo nazionale e internazionale al di sopra di ogni interesse personale per un secolo intero. Il Piccolomini lavorò a lungo con la moglie Anna Menotti al progetto estetico e sociale di riportare Pienza ai fasti di un tempo, dopo avere ereditato la proprietà da Nicolò Piccolimini, suo lontano parente, protagonista della storia senese, ai vertici del Monte dei Paschi da Provveditore a fine Ottocento e provveditore ai tempi della realizzazione di Piazza Salimbeni così come la vediamo oggi. IL Conte Silvio Piccolomini fu protagoniosta di un amaro destino familiare, che lo vide presto perdere la vicinanza dei suoi congiunti, fino a quando restò solo nel suo palazzo pientino a combattere la sua battaglia. Protagonista assoluto della rinascita pientina nei primi anni del secolo, non amò il fascismo, frequentò a lungo con gli Origo il salotto del Conte Bracci a Montepulciano, frequentato anche da Gaetano Salvemini, da Amendola e da tutto l'antifascismo liberale del tempo. Ebbe un ruolo importante nelle Resistenza in Vald d'Orcia, come molti documenti riscoperti oggi dimostrano e nel dopoguerra fu aspramente combattuto dal movimento contadino, nonostante la sua disponibilità a concedere l'acquistio agevolato dei poderi ai suoi mezzadri. Una lunga storia fatta di speranze, di sofferenze, di ingiustizie patite da ogni parte., una storia tutta da conoscere, che si può comprendere solo ponendoci di fronte senza pregiudizi, oggi, dopo cinquanta anni, alla storia raccontata dai documenti dei vincitori con quella dei vinti. Sabato apre la mostra, poi uscirà anche un libro. Per incominciare le occasioni non mancheranno.



4 commenti:

Giacco ha detto...

Complimenti !

mariella ha detto...

Ci sarò, è un'opera importante per Pienza. Spero di portare anche Emy e Sole

Anonimo ha detto...

E' stata una serata molto interessante, in cui ho scoperto cose che mi fanno sentire in colpa verso una persona che ha fatto veramente tanto per noi e di cui sapevo a malapena il nome.

VignoniAlto ha detto...

Grazie per questo interessante articolo. Le notizie riportate sono state molto utili per alcune righe che ho curato per Wikipedia, sul conte Silvio, nella voce Piccolomini, famiglia a me molto cara, per antichi contatti nelle generazioni passate. Ovviamente ho posto la fonte che la collega al suo interessante blog.
Un cordiale saluto Roberto Amerighi