Le immagini del fuoco e delle fiamme nella periferia sud-est di Mosca riempivano i siti di informazione e i social:
i droni ucraini hanno colpito la raffineria della Gazprom Neft, l’ultima dimostrazione da parte dell’Ucraina di come è cambiata la guerra. “Non l’abbiamo mai voluta questa guerra – ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky in un messaggio vocale ai giornalisti – Lo sanno tutti, lo sanno anche i nostri alleati. Ma se l’Ucraina brucia, anche la vostra Mosca brucerà”. Queste sono
“le sanzioni a lungo raggio” che Kyiv ha deciso di applicare alla Russia che bombarda e distrugge, uccide e tortura senza sosta:
gli obiettivi strategici sono le raffinerie e i centri logistici, i motori della guerra di Vladimir Putin. Il carburante scarseggia in Russia, le forze russe non avanzano, i morti e i feriti al fronte sono più dei soldati che li devono sostituire, i propagandisti si agitano su Telegram evocando il nucleare e sbeffeggiando il G7, “la riunione dei falliti”, e persino Donald Trump, “un clown”. Ma
è sempre più difficile, per il Cremlino, manipolare e nascondere la realtà: una delle domande più ricorrenti a Mosca – ha scritto il ministro degli Esteri ucraino su X – è: cosa sta succedendo? “Posso rispondere – dice Andrii Sybiha – Il vostro paese ha iniziato una guerra d’aggressione contro il nostro, uccide i nostri cittadini da anni. Ora che sapete che cosa sta succedendo, chiedete a Putin quando pensa di smetterla”.