I numeri
Sul biotestamento Siena è in ritardo: la provincia è al 75° posto in Italia
Il territorio è indietro nel rapporto tra abitanti e disposizioni anticipate di trattamento

Biotestamento, Siena è in ritardo
I cittadini senesi non guardano troppo avanti. A ciò che succederà nel caso arrivi la necessità di una decisione sulla propria salute senza però essere in grado di poter scegliere.
A rivelarlo la diffusione del biotestamento all’interno della comunità. Secondo l’Osservatorio sulle Disposizioni anticipate di trattamento dell’Associazione Luca Coscioni, in media ne esiste uno ogni 203 abitanti. La provincia si colloca al 75° posto a livello nazionale: a livello regionale peggio fa solo Massa Carrara con una media di 205. In totale sono 1.091, mentre i banca dati sono stati inseriti 1.083. La Toscana si colloca ha una diffusione medio‑alta delle Dat. Con una ogni 147 abitanti, la regione occupa il 9° posto nella classifica nazionale
I numeri mostrano una diffusione significativa sul territorio regionale, con differenze tra le province. Livorno si conferma la provincia più virtuosa: qui si registra una Dat ogni 120 abitanti, per un totale di 2.258 Dat depositate. Seguono Prato (una ogni 156 abitanti e 1.408 Dat), e Grosseto, (una ogni 133 abitanti e 1.397 Dat). Firenze presenta numeri importanti in termini assoluti: 6.075 Dat depositate, pari a una ogni 138 abitanti.
Secondo Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, il problema principale resta l’accesso all’informazione: “Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita.” Gallo e Cappato sottolineano che il progressivo miglioramento nella conoscenza delle Dat è dovuto in gran parte all’attività di organizzazioni civiche e di cittadini impegnati nel tema, più che a iniziative istituzionali.
A livello nazionale, l’analisi dei 4.822 Comuni che hanno fornito dati aggiornati per il 2023 e il 2025 mostra che, dall’entrata in vigore della legge del gennaio 2018, sono stati depositati 228.151 testamenti biologici. In questi stessi Comuni la crescita delle Dat è stata del 18,2% rispetto al 2023. Considerando inoltre i 1.780 Comuni che nel 2025 non hanno risposto ma avevano comunicato dati negli anni precedenti, il totale certo di Dat depositate in 6.602 Comuni raggiunge 278.329. Si tratta però di un dato parziale: mancano i depositi non comunicati quest’anno e le Dat conservate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, per i quali non esistono dati pubblici disponibili.
La fotografia offerta dall’Osservatorio evidenzia dunque una tendenza all’aumento delle Dat , ma lascia aperti interrogativi sull’uniformità dell’informazione e sulla completezza dei registri. In Toscana, come nel resto d’Italia, la sfida resta quella di trasformare la crescita numerica in consapevolezza diffusa, garantendo a ogni cittadino strumenti chiari per esercitare il proprio diritto d

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