La Pro Loco di Pienza in occasione della
FESTA DEL BABBO
è lieta di presentare la
2° edizione del
-------TIRO ALLA FUNE-------
Sabato 19 e Domenica 20 marzo
presso i giardini di Piazza Dante Alighieri a Pienza
In allegato trovate la locandina con il programma delle due giornate.
La novità è che quest'anno si fa al Prato e che c'è una nuova fune 'professionale'.
Forza ragazzi, datevi da fare !!!
lunedì 14 marzo 2011
Domenica in Bici con Gilberto Simoni a Spedaletto. Sabato convegno a San Quirico
Per iniziativa dei Comuni di Pienza, San Quirico, Castiglione d'Orcia prima domenica con la strada di fondovalle chiusa al traffico per bambini,famiglie, anziani,giovani..Domenica in bici !!! Tutti insieme con Gilberto Simoni,ospite a Pienza e vincitore di 2 Giri d'Italia che sarà presente sabato ore 17 al convegno sul Cicloturismo in Val d'Orcia a San Quirico Palazzo Chigi insieme a Donatella Cinelli Colombini, Fabio Masotti. Tutte le famiglie e i ciclisti sono invitati !!!!
domenica 13 marzo 2011
SI APRE LA CAMPAGNA REFERENDARIA : NO NUKE, NO NUKE, NO NUKE....avevamo (purtroppo) ragione noi!!!
Questo Blog si batte da anni con Green Peace e da solo contro il ritorno in Italia del nucleare.Oggi, grazie a interessati Soloni e interessati e ben pagati 'scienziati' del nucleare, grazie a partiti tentennanti e avventuristi, forse anche non del tutto disinteressati, è risorto il nucleare. Non c'è bisogno di dire che costoro attentano obiettivamente alla nostra salute, alla nostra vita. Oggi non è saltata una centrale nucleare 'comunista', arrugginita e traballante come quella di Cernobyl,ma versano in gravissima crisi di sicurezza e spargeranno morte,due moderni impianti ultima generazione nel paese più all'avanguardia nel mondo sul tema : il Giappone.
Il prossimo referendum deve ribadire ai Signori ddell'Atomo il NO NUKE dei cittadini che amano la vita, nel nome delle energie alternative e del risparmio energetico. La crescita pulita è possibile.
DA oggi il BLOG apre la campagna elettorale del referendum insieme a quello dell'acqua da ripubblicizzare !!!!
Non ascoltate i partiti!!!Pensate alla vostra salute e dei vostri figli!!!! La salute non si vende !!!
Il prossimo referendum deve ribadire ai Signori ddell'Atomo il NO NUKE dei cittadini che amano la vita, nel nome delle energie alternative e del risparmio energetico. La crescita pulita è possibile.
DA oggi il BLOG apre la campagna elettorale del referendum insieme a quello dell'acqua da ripubblicizzare !!!!
Non ascoltate i partiti!!!Pensate alla vostra salute e dei vostri figli!!!! La salute non si vende !!!
Pienza ricorda Alfredo e Gervasio Newton patrioti risorgimentali
L’appuntamento è in programma giovedì 17 marzo, a partire dalle ore 16, presso il Palazzo Comunale
Pienza: il ricordo dei patrioti Alfredo e Gervasio Newton per celebrare l’Unità d’Italia
“Inglesi di nascita e italiani di cuore”. Si intitola così il libro di Adriano Casellani, che giovedì 17 marzo, alle ore 16, sarà presentato presso la Sala consiliare del Comune di Pienza, in occasione delle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Il libro è dedicato ai fratelli Alfredo e Gervasio Newton, trasferitisi a Pienza con la loro famiglia nel 1846, e che combatterono come volontari durante le guerre risorgimentali con il battaglione civico senese-pisano. La storia è stata scelta dall’amministrazione comunale come simbolo della memoria storica del paese. All’iniziativa interverranno il sindaco, Fabrizio Fè e il professore del dipartimento di storia dell’Università degli Studi di Siena, Gaetano Greco. All’appuntamento partecipera’ anche la banda musicale “A. Giardini” di Monticchiello. A conclusione sarà offerto un buffet.
Pienza: il ricordo dei patrioti Alfredo e Gervasio Newton per celebrare l’Unità d’Italia
“Inglesi di nascita e italiani di cuore”. Si intitola così il libro di Adriano Casellani, che giovedì 17 marzo, alle ore 16, sarà presentato presso la Sala consiliare del Comune di Pienza, in occasione delle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Il libro è dedicato ai fratelli Alfredo e Gervasio Newton, trasferitisi a Pienza con la loro famiglia nel 1846, e che combatterono come volontari durante le guerre risorgimentali con il battaglione civico senese-pisano. La storia è stata scelta dall’amministrazione comunale come simbolo della memoria storica del paese. All’iniziativa interverranno il sindaco, Fabrizio Fè e il professore del dipartimento di storia dell’Università degli Studi di Siena, Gaetano Greco. All’appuntamento partecipera’ anche la banda musicale “A. Giardini” di Monticchiello. A conclusione sarà offerto un buffet.
venerdì 4 marzo 2011
Amiata, l'insostenibilità dello 'sviluppo sostenibile'
«Sulla geotermia la Regione Toscana ha le carte in regola, trattando la questione con coerenza e trasparenza», ha dichiarato il presidente Enrico Rossi.
Quanto alla “coerenza e trasparenza”, chiunque conosca un minimo le vicende amiatine degli ultimi anni sa delle drastiche divergenze con cui gli «esperti» si sono espressi riguardo ai fenomeni esplosivi, alle fuoriuscite di gas, alla drammatica riduzione e al crescente avvelenamento della falda idropotabile, divergenze magicamente risoltesi con un verdetto ufficiale “rassicurante” a favore dello sfruttamento geotermico. Non serve ritornarci qui.
Il punto ora è un altro. E cioè, in quale gioco Rossi ritiene di avere le “carte in regola”? Se il gioco è quello dello “sviluppo sostenibile della regione”, allora ci pare che il solo “sviluppo” di cui si possa parlare con un briciolo di sensatezza è quello che sta accrescendo la prosperità virtuale di una minoranza e la povertà reale della maggioranza della popolazione, che sta rovinando irrimediabilmente l’ambiente naturale e sociale con la distruzione della natura, il consumo generalizzato del territorio, la produzione-smaltimento-incenerimento dei rifiuti, lo stupro dei luoghi naturali ancora sopravvissuti con trafori, trapanazioni, infrastrutture, insieme alla concomitante creazione di “parchi giochi” e “aree protette” per il turismo e l’intrattenimento, la militarizzazione e messa sotto sorveglianza del territorio. E possiamo continuare l’elenco delle nocività costitutive del modo di produzione vigente richiamando la falsificazione degli alimenti, la riduzione del lavoro a servitù, la privatizzazione controllata e tecnologicamente sorvegliata dell’esperienza, lo snaturamento dei rapporti sociali, con i conseguenti effetti patogeni sulla salute fisica e mentale degli individui, ben visibili a chiunque non azzeri coattivamente e sistematicamente la propria intelligenza e la propria sensibilità.
In questa prospettiva la situazione dell’Amiata è esemplare: quale reale ed effettivo «fabbisogno energetico» sta dietro il progetto regionale di raddoppio degli impianti per la geotermia? La sola vera strategia messa in atto oggi dalle forze composite del sistema affaristico-statuale nella regione è quella di una progressiva riorganizzazione, per quanto possibile “ecologicamente corretta”, del settore delle «infrastrutture» e dei «lavori pubblici», che, da una parte, consenta di trarre immediati vantaggi economici dal drenaggio massiccio di risorse pubbliche e dalla vendita del prodotto finale ad amministratori e speculatori privati, nazionali e internazionali, e, dall’altra, metta in atto il progetto di definitiva deurbanizzazione delle città e la corrispondente deruralizzazione della campagna, improntato alla chimera di un paesaggio “neutro” in cui la stessa sopravvivenza, organizzata e regolamentata dall’amministrazione statuale, venga rivenduta al dettaglio dalla produzione mercantile.
L’azione dello Stato, e in particolare della sua articolazione regionale, costituisce in questo contesto una nocività di secondo grado, in quanto controlla e dirige questo progetto e, nello stesso tempo, ne gestisce e ne amministra la percezione da parte della popolazione, riprogrammando via via le soglie di tolleranza e garantendo, con le buone o con le cattive, la sottomissione di ciascun cittadino al ruolo di suddito spettatore di una causa – nella fattispecie lo “sfruttamento della geotermia per lo sviluppo sostenibile della regione” – di cui non può controllare né la reale formulazione, né l’estensione, né le conseguenze.
E quando l’operazione di convincimento dei cittadini sulla bontà e la necessità delle opere – pur invasive, pur inquinanti, etc. – che si vanno a fare sul loro territorio, non riesce appieno, e il dissenso permane, si ricorre alla sua oculata “amministrazione”, manipolando l’immagine della protesta e classificandola in termini di «sindrome Nimby» e amenità analoghe. Allo stesso modo in cui alle rivendicazioni del lavoro salariato si opponeva, e si oppone tuttora, il feticcio della crescita economica generale, oggi gli impiegati del progresso e i pianificatori dell’avvelenamento diffuso non esitano a denunciare l’“egoismo settario e irresponsabile” di chi si oppone alle nocività localizzate nel proprio territorio – centrali, inceneritori, TAV, etc. – senza tener conto dell’“interesse collettivo” riguardo al “fabbisogno energetico”, allo “smaltimento dei rifiuti”, alle “necessità di spostarsi”, etc.
La sola risposta degna di un così bieco ricatto consiste nell’affermare con forza che chi è convinto che le nocività non vanno amministrate ma vanno soppresse, per tutti e ovunque, deve pur iniziare a combatterle là dove si trova a vivere!
E proprio qui, sull’Amiata, la lotta di resistenza per la difesa del territorio dalla sua trasformazione in quello che è stato chiamato il «piccolo Kuwait», e per la riaffermazione del fatto evidente che l’unico vero sviluppo sta nella salvaguardia e nel ripristino dell’ambiente agricolo e forestale, con le attività produttive, commerciali e turistiche connesse, non è soltanto la sola strada che ci resta per proteggere le nostre vite, ma è anche un’occasione per combattere l’apatia di fronte all’asfittica fatalità economica, per ritrovare il piacere d’intervenire sulla nostra vita attraverso il controllo effettivo delle nostre attività, delle nostre creazioni, della terra in cui ci troviamo ad abitare, e che possa contribuire a ridare all’intera società il dominio sulla sua tecnica e sulla sua economia. Tutto il resto, ci pare, è solo fumo negli occhi.
I COMITATI DELL'AMIATA
Quanto alla “coerenza e trasparenza”, chiunque conosca un minimo le vicende amiatine degli ultimi anni sa delle drastiche divergenze con cui gli «esperti» si sono espressi riguardo ai fenomeni esplosivi, alle fuoriuscite di gas, alla drammatica riduzione e al crescente avvelenamento della falda idropotabile, divergenze magicamente risoltesi con un verdetto ufficiale “rassicurante” a favore dello sfruttamento geotermico. Non serve ritornarci qui.
Il punto ora è un altro. E cioè, in quale gioco Rossi ritiene di avere le “carte in regola”? Se il gioco è quello dello “sviluppo sostenibile della regione”, allora ci pare che il solo “sviluppo” di cui si possa parlare con un briciolo di sensatezza è quello che sta accrescendo la prosperità virtuale di una minoranza e la povertà reale della maggioranza della popolazione, che sta rovinando irrimediabilmente l’ambiente naturale e sociale con la distruzione della natura, il consumo generalizzato del territorio, la produzione-smaltimento-incenerimento dei rifiuti, lo stupro dei luoghi naturali ancora sopravvissuti con trafori, trapanazioni, infrastrutture, insieme alla concomitante creazione di “parchi giochi” e “aree protette” per il turismo e l’intrattenimento, la militarizzazione e messa sotto sorveglianza del territorio. E possiamo continuare l’elenco delle nocività costitutive del modo di produzione vigente richiamando la falsificazione degli alimenti, la riduzione del lavoro a servitù, la privatizzazione controllata e tecnologicamente sorvegliata dell’esperienza, lo snaturamento dei rapporti sociali, con i conseguenti effetti patogeni sulla salute fisica e mentale degli individui, ben visibili a chiunque non azzeri coattivamente e sistematicamente la propria intelligenza e la propria sensibilità.
In questa prospettiva la situazione dell’Amiata è esemplare: quale reale ed effettivo «fabbisogno energetico» sta dietro il progetto regionale di raddoppio degli impianti per la geotermia? La sola vera strategia messa in atto oggi dalle forze composite del sistema affaristico-statuale nella regione è quella di una progressiva riorganizzazione, per quanto possibile “ecologicamente corretta”, del settore delle «infrastrutture» e dei «lavori pubblici», che, da una parte, consenta di trarre immediati vantaggi economici dal drenaggio massiccio di risorse pubbliche e dalla vendita del prodotto finale ad amministratori e speculatori privati, nazionali e internazionali, e, dall’altra, metta in atto il progetto di definitiva deurbanizzazione delle città e la corrispondente deruralizzazione della campagna, improntato alla chimera di un paesaggio “neutro” in cui la stessa sopravvivenza, organizzata e regolamentata dall’amministrazione statuale, venga rivenduta al dettaglio dalla produzione mercantile.
L’azione dello Stato, e in particolare della sua articolazione regionale, costituisce in questo contesto una nocività di secondo grado, in quanto controlla e dirige questo progetto e, nello stesso tempo, ne gestisce e ne amministra la percezione da parte della popolazione, riprogrammando via via le soglie di tolleranza e garantendo, con le buone o con le cattive, la sottomissione di ciascun cittadino al ruolo di suddito spettatore di una causa – nella fattispecie lo “sfruttamento della geotermia per lo sviluppo sostenibile della regione” – di cui non può controllare né la reale formulazione, né l’estensione, né le conseguenze.
E quando l’operazione di convincimento dei cittadini sulla bontà e la necessità delle opere – pur invasive, pur inquinanti, etc. – che si vanno a fare sul loro territorio, non riesce appieno, e il dissenso permane, si ricorre alla sua oculata “amministrazione”, manipolando l’immagine della protesta e classificandola in termini di «sindrome Nimby» e amenità analoghe. Allo stesso modo in cui alle rivendicazioni del lavoro salariato si opponeva, e si oppone tuttora, il feticcio della crescita economica generale, oggi gli impiegati del progresso e i pianificatori dell’avvelenamento diffuso non esitano a denunciare l’“egoismo settario e irresponsabile” di chi si oppone alle nocività localizzate nel proprio territorio – centrali, inceneritori, TAV, etc. – senza tener conto dell’“interesse collettivo” riguardo al “fabbisogno energetico”, allo “smaltimento dei rifiuti”, alle “necessità di spostarsi”, etc.
La sola risposta degna di un così bieco ricatto consiste nell’affermare con forza che chi è convinto che le nocività non vanno amministrate ma vanno soppresse, per tutti e ovunque, deve pur iniziare a combatterle là dove si trova a vivere!
E proprio qui, sull’Amiata, la lotta di resistenza per la difesa del territorio dalla sua trasformazione in quello che è stato chiamato il «piccolo Kuwait», e per la riaffermazione del fatto evidente che l’unico vero sviluppo sta nella salvaguardia e nel ripristino dell’ambiente agricolo e forestale, con le attività produttive, commerciali e turistiche connesse, non è soltanto la sola strada che ci resta per proteggere le nostre vite, ma è anche un’occasione per combattere l’apatia di fronte all’asfittica fatalità economica, per ritrovare il piacere d’intervenire sulla nostra vita attraverso il controllo effettivo delle nostre attività, delle nostre creazioni, della terra in cui ci troviamo ad abitare, e che possa contribuire a ridare all’intera società il dominio sulla sua tecnica e sulla sua economia. Tutto il resto, ci pare, è solo fumo negli occhi.
I COMITATI DELL'AMIATA
mercoledì 2 marzo 2011
Dal Corriere di Siena : A Pienza le faville del maglio....
PIENZA. Le 'faville del maglio' ovvero Pienza 'città d'autore', ma anche 'città di autori' contro la crisi. Si lavora con entusiasmo in questi giorni al progetto 'Pienza Città del ferro battuto' dell' artigianato artistico d'autore. Per aprire nuove strade ai giovani, perchè non stiano ad aspettare il 'posto fisso' morto per sempre..o quasi...per riscoprire l'antico mestiere che a Pienza crea reddito, prestigio e nuovi adepti: l'arte di battere il ferro, un mestiere antico e affascinante nell'era delle imitazioni e della bassa qualità. Puntare in alto verso le nostre antiche arti ammirate nel mondo perchè uniche ed inimitabili. Per questi obiettivi si prepara a Pienza un' estate all' insegna dell'incudine e del martello, una spettacolare manifestazione all'insegna delle' faville del maglio' con gli artigiani pientini che lavoreranno con altri colleghi italiani in Via del Balzello, fra il Palazzo Piccolomini e la Chiesa di San Francesco, non solo simbolicamente fra Rinascimento e Medioevo, per realizzare pubblicamente manufatti utili alla Città di Pienza battendo il ferro incadescente pubblicamente per un giorno intero, tra la forgia e il carbone acceso, rischiarando anche il buio della notte.... Dalla materia prima alla relizzazione artistica, materiale per film intero da girare per gli appassionati ed i visitatori, per spiegare i segreti di un mestiere antico come il mondo, che a Pienza collaborò alla realizzazione dei Palazzi e del Duomo con manufatti che si vedono ancora. Spiega Alberto Biagiotti, esponente di una dinastia di artigiani pientini del ferro battuto giunto alla quarta generazione: ' Lavoreremo per ore, una maratona del maglio che vuole dare ai giovani nuovi stimoli e nuove idee e far vedere come nasce in piazza un manufatto artistico utile a tutti. Coinvolgeremo i pientini e altri artigiani italiani in questa giornata del mestiere antico che porta con sè la nostra storia. Dall'estero abbiamo tante richieste di stages e di corsi di avviamento, anchei nostri ragazzi devono vedere...' . Il gruppo di lavoro degli artigiani pientini ha tracciato il programma e lavora ad una manifestazione vera e spettacolare e senza precedenti in Valdorcia e in provincia di Siena. Pienza con le sue antiche torciere, i bracciali, le campanelle dei palazzi antichi, le inferriate e i ferri del Duomo e del Palazzo Comunale, esempi molto imitati e ancora oggi costruiti con il sistema antico. Il futuro di molti giovani sta oggi nel nostro passato ?.Le 'faville del maglio' mandano bagliori, utili per rischiarare il buio di un mondo in crisi che si interroga. Ce la faranno a indicarci un via d'uscita? A Pienza ci provano.
Fabio Pellegrini
Fabio Pellegrini
martedì 1 marzo 2011
Che tristezza, un altro alpino morto in guerra!!!!
Sì, che tristezza per quella giovane vita spenta da una mina !! Io sono un pacifista 'senza sè e senza ma....' qualcuno si ricorderà, vero? Che tristezza il PD che è per l'impegno nella 'missione' esattamente come il Governo!!! Perchè è chiaro che lì siamo in guerra, contro la Costituzione. Capito Bersani ? Capito La Russa ? ( Ministro della Guerra, a cui piace mettersi le divise e marciare con le fanfare, ma a cui non piace andare nelle autoblinde sui campi minati...con i soldati..Che lui preferisce aspettare all'areoporto...)
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