martedì 2 aprile 2013

PIENZA. Furto di uno stemma in pietra alla Pieve di Corsignano.

E' stato staccato dal muro interno e portato via un antico stemma alla Pieve di Corsignano il lunedì di Pasquetta. Nel mirino è finito uno stemma seicentesco affisso ad una parete, che è stato staccato in pieno giorno approfittando evidentemente di un momento in cui la chiesa era vuota di vistatori. Quello dei furti è un problema che purtroppo si ripropone ogni anno e che richiede una riflessione approfondita.

PIENZA: Mercoledì 3 Consiglio Comunale : adozione della videosorveglianza

Alle 21,15 mercoledì 3 aprile consiglio comunale, fra l'altro si discute l'adozione della videosorvegianza di parcheggi e altro, contro i vandalismi frequenti di imbecilli locali che rovinano le macchinette. Molti regolamenti in approvazione.

PIENZA: una nuova guida per la Cattedrale

E' uscita la guida 'Il Cielo in Cattedrale' di N.Petreni, M.Sodi e foto di C.Morselli. Sono 48 pagine dedicate ai tesori della Cattedrale di Pienza, alla pittura, all'iconogafia religiosa ai suoi significati contemplativi e liturgici. La guida porta l'introduzione del Vescovo di Pienza e appartiene alla collana 'I luoghi della fede'.

lunedì 1 aprile 2013

La massima celebre

PIOVE/ NON SULLA FAVOLA BELLA/DI LONTANE STAGIONI/MA SULLA CARTELLA ESATTORIALE/ PIOVE SUGLI OSSI DI SEPPIA/E SULLA GREPPIA NAZIONALE Eugenio MOntale.'Piove', da 'Satura'

PIENZA: Pasqua bagnata, Pasqua sfortunata..

Tempo incerto, vacanze bagnate, portafogli..bagnati.. La Pasqua è arrivata ed ha portato gente, ma la crisi è dura e si sente già. Da una nostra inchiesta: i turisti che soggiornano si fermano solo 1 giorno, massimo due.Si tagliano le spese di bar, ristorante, souvenir (50%), si cerca di risparmiare anche sul parcheggio. In ogni caso una boccata di ossigeno..c'è. Ma sarà un anno diverso dagli altri e ci dovremo abituare, come in tempo di guerra, a fare a meno di molte cose. Questo è quello che si vede nel 'debutto' stagionale della stagione turistica. E se...a Siena chiudono il Nannini della Conca d'Oro e il Cortecci... e si parla di..non fare il Palio...qualcosa vorrà dire. 'O tempore o mores..'

Perchè il Parlamento non incomincia a lavorare? I partiti non vogliono. di Beppe Grillo.

Il presidente Napolitano ha confermato ieri le nostre posizioni su Parlamento e Governo. In sostanza ha affermato che un governo (mai sfiduciato...) è in carica, sebbene limitato agli affari correnti, e sta operando in collaborazione con il Parlamento, anzi solo previo consenso del Parlamento. Ad esempio la Commissione speciale sta esaminando un provvedimento legislativo di carattere economico per sbloccare pagamenti alle aziende per 40 miliardi di euro con il contributo di tutte le forze politiche, tra cui il M5S, come espressione del Parlamento e non, come è avvenuto negli ultimi anni, attraverso atti di imperio del Governo con ripetuti decreti. In questa fase, infatti, per poter emettere un decreto di urgenza fuori dagli affari ordinari, il Governo deve chiedere l'autorizzazione al Parlamento. Al momento è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto una serie di Governi che hanno imposto le loro politiche a Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato, anche grazie al Porcellum che ha trasformato i parlamentari in "nominati", in yes men. E' necessario ridare al Parlamento la sua centralità. Per farlo è urgente l'istituzione delle Commissioni per l'esame delle proposte di legge. Le Commissioni a più di un mese dal voto non sono ancora state istituite, il risultato è un rallentamento dell'attività legislativa che potrebbe occuparsi da subito di temi come la nuova legge elettorale, il conflitto di interessi, il reddito di cittadinanza, la legge anti corruzione, l'abolizione dell'IRAP.

Chi si oppone alle Commissioni? E perché? Il M5S da settimane sta proponendo la loro formazione immediata nell'indifferenza dei partiti e delle Istituzioni. Il Paese non ha bisogno di fantomatici negoziatori o facilitatori del calibro di Violante, il gran maestro dell'inciucio, tanto per citarne uno, che operano come gruppi di saggi, non ha bisogno di "badanti della democrazia", ma di far funzionare meglio il Parlamento e alla svelta.

Mussari: come spendevano i nostri soldi, quasi un cinema..

Impossibile resistere al richiamo del cinema. Infatti, esibendo quella bella faccia d'attore, neanche Giuseppe Mussari c'è riuscito. State a sentire. Era il 22 agosto del 2012. Un comunicato ufficiale dato alle agenzie e spedito ai giornali recitava nell'incipit, con qualche enfasi: «Il Gruppo Montepaschi partecipa nella veste di coproduttore alla 69ª Mostra di Venezia, in programma dal 29 agosto all'8 settembre. Due le opere inserite nel calendario del celebre festival, rese possibili grazie al finanziamento, con il beneficio del ‘tax credit', dell'Istituto senese: il film di animazione "Pinocchio" diretto da Enzo D'Alò e "La città ideale" di e con Luigi Lo Cascio». Seguivano cifre: 400.000 euro al primo, ospite delle Giornate degli Autori, e altri 400.000 al secondo, ospite della Settimana della critica. A stretto rigor di logica, due sezioni parallele e autogestite, non proprio la Mostra ufficiale. Ma non sottilizziamo.Giuseppe Mussari Proseguiva il comunicato: «Anche per il 2012 il Gruppo Montepaschi continua la sua attività a sostegno della produzione cinematografica, attraverso importanti film, come "Buongiorno papà" per la regia di Edoardo Leo e "Tutti i santi giorni" che vede dietro alla macchina da presa il regista Paolo Virzì. Con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro».
Se i numeri non sono un'opinione, il monumento senese al centro di un intricato e poco commendevole giro di tangenti, tra politica e finanza, oggetto di nuove indagini internazionali da parte dei pm, avrebbe dunque investito quasi 3 milioni di euro in due anni sul cinema italiano. Probabilmente di più, visto che anche la commedia "Pazze di me" di Fausto Brizzi, uscita il 24 gennaio scorso, sfodera orgogliosamente il logo Montepaschi sul manifesto, sul trailer e sui titoli di testa, sempre alla voce co-produzione, accanto alle società Wildside e Raicinema.
(da Dagospia)