La Salis mette in crisi i vecchi politici da 'pollaio' del Campo Largo
A distanza di una decina di giorni dalla mia precedente richiesta di non tradire la promessa fatta ripetutamente, in pubblico, di adempiere il proprio mandato di sindacatura a Genova, la sindaca Silvia Salis ha rotto indugi e ormeggi e si è resa disponibile a rispondere alle ipotetiche sirene del campo largo: “Di fronte a una richiesta unificante, ci penso”. Potrebbe essere una soluzione “messianica” per la politichetta di tanti polli nel largo pollaio che, a distanza di un anno e poco più dalle elezioni, non hanno trovato ancora un minimo denominatore comune di programma, magari sancito con atto notarile e penali certe, a scanso di equivoci futuri, conoscendo i polli in competizione.
L’unico denominatore comune che oggi si vede e si tocca è l’interesse personale di ciascuno come tentativo di restaurazione mitologica e banale della vecchissima politica che si pone il “grande obiettivo politico” della inesistente sinistra, alias Campo largo, alias campo progressista. In questi campi inesistenti, appunto mitologici, abbondano i nomi degli aspiranti, che riescono solo a dare corpo osceno al “nominalismo”, sinonimo di fallimento certo. Non hanno mai letto la magistrale chiusa del romanzo Il nome della Rosa di Umberto Eco: Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus, citazione del monaco Bernardo di Cluny nel suo De Contemptu Mundi, che possiamo tradurre agevolmente così: su quello che crediamo sia la realtà, vigiliamo, perché quasi sempre ci restano solo i ricordi
2 commenti:
solita gentaglia dei vecchi partiti di rincoglioniti
quanto gli garbano le seggioline...uguali ai fasci
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