EUROBALLE. La crisi dei migranti senza migrantiè il mistero glorioso dentro il quale avanziamo. L’emergenza-arrivinon è un’emergenza, eppure scuote gli Stati dell’Unione, li divide, li fa nemici. La destra avanza rabbiosa a mostrare il pugno di ferro contro l’amministrazione molliccia delle sinistre nonostante i numeri si oppongano alla dichiarazione di guerra per terra e per mare che i governi più radicali dell’Unione annunciano. I dati di Frontex, l’agenzia europea deputata al controllo delle frontiere riferisce non solo che nel quadriennio passato il flusso si è abbattuto di quasi il 30 per cento, ma nei primi quattro mesi di quest’anno i numeri documentano un ulteriore clamoroso arretramento dei flussi. -78% degli arrivi dall’Africa occidentale e un -46 % dalle rotte del Mediterraneo centrale per un crollo del 40 per cento degli arrivi irregolari in tutta Europa. Per capirci, dall’Africa sono giunti solo 2331 migranti, una cifra che dev’essere spalmata su tutti gli Stati dell’Unione e che porta a poche centinaia, se non decine, le presenze in Italia. Ad est, nella mitologica rottabalcanica, nel 2026 (gennaio-aprile) solo 1122 attraversamenti, un 49% in meno. Tutti i governi dovrebbero approfittare per promuovere i propri meriti, dal momento che i risultati sembrano ottimi. Aumentano solo i morti in mare. In questo inizio d’anno sono 1220 i migranti annegati. Ma questo più che un problema appare una conferma delle buone pratiche avviate. Mostrare all’Africa che sbarcare in Europa è sempre più difficile e mette a rischio la vita di chi tenta di sfidare il mare e le legg
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