domenica 18 ottobre 2026

DA L' ARALDO POLIZIANO di Alfiero Petreni

 



Pienza, una strada intitolata  alla memoria di don Ivo Petri vivace, che sapeva ascoltare con 

tutti. Uomo di profonde letture, colpiva per la sua conoscenza innata dell’italiano, del latino e del greco. Preziosi i suoi rari scritti, i suoi saggi, su riviste letterarie e religiose, Don Ivo, infatti, rifuggiva il clamore la pubblicità. Chi scrive, 

fortunatamente presente a una cena a tre, con Don Ivo e Mario Luzi, ricorda una loro 

conversazione sul brano 

DI ALFIERO PETRENI 

L 

il cuore, nella verità e nella sincerità di rapporti con tutti, 

evangelico dei «Discepoli di Emmaus», come momento di 

odevole iniziativa del Comune di Pienza, che ha intitolato una via a don Ivo Petri, dopo il viale a Don 

Sergio Sini, e il viale che porta alla Chiesa di S. Anna in 

Camprena a don Fernaldo Flori. 

CHI ERA 

Don Ivo Petri era nato il 4 luglio 1927 a Montisi, comune di San Giovanni d’Asso (oggi 

Montalcino). Fu battezzato a Montisi dal Vescovo, monsignor Giuseppe Conti. Fu ordinato sacerdote il 22 giugno 1952 nella Cattedrale di Pienza dal Vescovo Monsignor Carlo Baldini. Celebrò la Prima messa il 23 giugno nella Chiesa Santissima Annunziata a Montisi. 

Don Ivo, canonico della 

Cattedrale e per lunghi anni apprezzato direttore del 

Bollettino Parrocchiale di Pienza «Comunità in Cammino», morì dopo una lunga dolorosa malattia, nell’ospedale di Nottola il 17 dicembre del 2012. I solenni funerali si svolsero nel duomo, di Pienza, presieduti dal Vescovo Rodolfo Cetoloni, che concelebrò con il Vescovo di Civita Castellana Mons. Divo Zadi, amico da lungo tempo di don Ivo, da Don Icilio e 

numerosi sacerdoti, a molti dei quali don Ivo aveva fatto scuola. Ricordiamo che don Ivo, oltre che insegnare nel Seminario di Pienza, aveva insegnato anche nel Seminario di Siena. Nella cattedrale stracolma di gente, la corale pientina accompagnò la celebrazione, nel ricordo sentito di don Ivo, che a suo tempo, l’aveva promossa e diretta. 

UN DONO DI DIO 

Don Ivo, è stato per tutti un grande dono di Dio. Eccelso insegnante, uomo di vasta e finissima cultura, nonché storico 

della città: il suo libro «Pienza, storia breve di una simbolica 

città», con le illustrazioni dell’amico pittore Aleardo Paolucci, molto diffuso e venduto in diverse edizioni, è un punto di riferimento per ben capire la storia, lo spirito 

innovatore di Pienza, perla del Rinascimento. Studioso di Pio II, aveva pubblicato un piccolo ma prezioso volume sui 

Commentari: «Attualità dei Commentari di Pio II». Lettore attento e sempre aggiornato sui fatti della politica, memorabili le sue brevi omelie quotidiane della Messa della mattina: piccole gocce di saggezza piene 

di visioni e intuizioni profetiche. Celebre il suo «nascere non è democratico», sul quale 

incentrava la sua certezza, la sua fede. E poi S. Agostino e Pascal (la famosa scommessa: conviene credere in Dio). Una personalità 

credenti, e non credenti, senza alcuna distinzione di sorta. La sua cultura umanista lo fece amico di Mario Luzi, Leone Piccioni (legatissimi, si 

sentivano telefonicamente tutti i giorni), Mario Guidotti, Geno Pampaloni, Carlo Betocchi e altri nomi importanti della cultura. È difficile sintetizzare la figura umana e sacerdotale di don Ivo Petri, tanto grande che 

meriterebbe uno studio 

approfondito: storico, insegnate, teologo, anche maestro di musica e grande conoscitore della musica classica e in 

particolare di quella sacra, tanto che compose l’inno al Patrono di Pienza S. Andrea: «Di Cristo grande apostolo/a noi tu fosti dato,/patrono e guida 

fulgida/dal Papa a Pienza nato./Rit. Tu che ascoltasti di Cristo la voce/tu che accogliesti lieto la sua croce/al regno eterno sii tu la guida/del popol nostro che in te 

confida…» 

Ma era anche, 

e soprattutto, 

l’amico di 

tutti; passava 

ore nel bar «La 

Posta» a 

spulciare tutti i 

quotidiani 

prendendo 

appunti con la 

fedele matita 

che portava 

sempre con sé 

nel taschino, e 

nella piazza 

attorniato 

dagli amici 

sciorinava la 

sua saggezza, con frasi e battute divenute proverbiali. Leone Piccioni nelle sue «Memoriette», tra le tante battute di don Ivo cita: «Don Ivo a Pienza soleva dire: “Quando sono solo mi pare di essere in cento”». Ne aveva per 

vera grazia. Una riflessione comune di assoluto livello spirituale. Studioso di 

psicologia, sociologia, filosofia, e matematica, parlava con assoluta competenza 

dall’attualità dell’Antico 

Testamento, che lamentava fosse stato saccheggiato dalla 

psicanalisi, per consigliare, guidare i fedeli che lo 

avvicinavano. Anche sul Vangelo, don Ivo pubblicò vari saggi e articoli. Colpito in particolare della figura tanto criticata di Nicodemo, che, riporta il Vangelo, aveva incontrato Gesù di notte, Don Ivo ne rivalutò la figura scrivendo un saggio che l’amico Leone Piccioni gli pubblicò, suscitando sorpresa e ammirazione. 

La figura e l’opera di don Ivo, Maestro di Musica, è 

annualmente ricordata con concerti a lui dedicati 

dell’International Music Festival – Ivo Petri, promossi e diretti dal maestro Marco Lo Muscio, con la 

partecipazione straordinaria e amichevole di grandi musicisti internazionali. Molto 

interessante la storia di questo Festival Internazionale, 

fortemente voluto Lo Muscio, organista, pianista e compositore di assoluta notorietà mondiale. Fu infatti don Ivo ad 

accompagnare ed incoraggiare Marco nei suoi primi studi musicali con l’aiuto dell’organo della cattedrale, durante i soggiorni pientini del giovane e promettente musicista. Nel 2015, spinto dal suo amore e 

riconoscenza don Ivo e per Pienza, la culla del 

Rinascimento, Lo Muscio ha composto per organo il Trittico Toscano «Hommage to Pienza» con i tre pezzi: «Ricercare: “Pienza Cathedral”», «Canone sul nome P.I.E.N.Z.A» e 

«Salterello: “Piccolomini 

Palace”». 



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