LaLa NUOVA LEGGE Acerbo(n. 2444, 18 novembre 1923) fu una riforma elettorale maggioritaria introdotta durante il fascismo, che assegnava due terzi dei seggi alla lista più votata (con almeno il 25% dei voti) in un collegio unico nazionale. Voluta da Mussolini, blindò la maggioranza fascista nelle elezioni del 1924, segnando la fine della democrazia liberale.
Contesto e Obiettivo: Proposta da Giacomo Acerbo, mirava a dare stabilità al governo fascista, garantendo una comoda maggioranza parlamentare, superando il sistema proporzionale precedente.
Funzionamento: Prevedeva un unico collegio nazionale. La lista che otteneva la maggioranza relativa (purché superiore al 25% dei voti) otteneva i 2/3 dei seggi (356 su 535). Il restante terzo veniva distribuito proporzionalmente tra le altre liste.
Elezioni del 1924: Fu applicata unicamente nella tornata del 6 aprile 1924. Il "Listone" fascista ottenne il 64,9% dei voti, assicurandosi la schiacciante maggioranza grazie al premio.
Conseguenze: Questa legge fu fondamentale per la fascistizzazione dello Stato, facilitando la trasformazione del regime in una dittatura, ancor più della Marcia su Roma.
Fu abolita di fatto con l'introduzione del sistema a lista unica nel 1928.
Il periodo fascista
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