
Sarà Lucido ?

Siena
20 Gennaio 2026, 13:48

Attimi di paura al Monna Agnese
Attimi di terrore al Monna Agnese: una forte esplosione, probabilmente causata dal guasto di una caldaia, ha costretto l'evacuazione di tutti gli studenti dal complesso scolastico. Si registra un ferito, per fortuna non grave. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco per la messa in sicurezza e per indagare sui motivi dell'incidente e verificare potenziali danni alla struttura.

Gli studenti stavano regolarmente svolgendo lezione quando è stata avvertito distintamente un forte boato legato a una esplosione, che ha generato grande paura, nonché lo scattare degli allarmi anti incendio e così alunni e personale docente sono tutti usciti in via precauzionale dall'edificio. Secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe stata un'esplosione durante l'attività di riparazione di una caldaia, a seguito del quale un tecnico è rimasto ferito lievemente.

Gli scavi in piazza Andrea Costa a Fano, dai quali sono emerse delle colonne di grandi dimensioni, resti della Basilica di Vitruvio
Sì, è davvero la Basilica di Vitruvio, l’unico edificio di cui il celebre architetto e autore romano del I secolo a. C. si fregiava d’aver curato la costruzione («conlocavi curavique») nel famoso De Architectura, il manuale che ha segnato la storia dell’Occidente. Questa volta davvero non ci sono dubbi e si tratta di un ritrovamento epocale. La scoperta avvenuta a Fano, di cui ieri ha dato conferma, con una conferenza stampa, il ministero della Cultura, ha dell’eccezionale.
La certezza è arrivata quando, durante gli scavi per la riqualificazione di piazza Andrea Costa nei mesi scorsi, sono emersi reperti che costituiscono la prova regina. Si tratta di alcuni resti delle quattro colonne, «alte quindici metri, con un diametro di circa un metro e cinquanta e pilastri addossati piuttosto importanti, di cui parla Vitruvio nel suo Trattato». Lo afferma l’archeologa Ilaria Rossetti della Soprintendenza di Ancona e Pesaro-Urbino, che ha diretto i lavori di scavo. «Per avere la prova abbiamo improvvisato un altro scavo nella piazza adiacente, dove doveva cadere la colonna angolare della basilica, e a quel punto non c’è stato più alcun dubbio».
La descrizione analitica della Basilica di Fano occupa ben cinque paragrafi del De Architectura, ed è quindi logico che il testo vitruviano sia stato «il nostro punto di riferimento», assicura l’archeologa.

Malgrado secoli di ipotesi e centinaia di disegni che ne ricostruivano l’aspetto originale, nessuno finora era riuscito a individuare con precisione i resti del sobrio e maestoso edificio, destinato all’amministrazione della giustizia e agli affari, al quale Vitruvio — nato proprio nell’antica Fanum Fortunae, l’odierna Fano — attribuisce grande dignità e bellezza («summam dignitatem et venustatem»). Già nel 2023 si ritenne di averne individuato le tracce nei cinque ambienti con eleganti pavimentazioni rinvenuti durante una ristrutturazione sotto un’abitazione in via Vitruvio. Mancava sempre, però, quel colonnato di un «ordine gigante», come si leggeva nel trattato che avrebbe coperto i due piani della basilica. Ora finalmente la riscoperta dei resti di quelle colonne in pietra arenaria, disposte secondo un allineamento preciso, le cui distanze e proporzioni risultano coerenti con le prescrizioni tecniche indicate da Vitruvio, cambia tutto.
dal Corriere di Siena
20 Gennaio 2026, 08:17

Il tribunale di Siena
Furto aggravato e appropriazione indebita. Sono le accuse che vengono mosse a una dipendente di banca della provincia di Siena accusata di aver sottratto ben 10mila euro all’istituto di credito cooperativo locale per cui prestava servizio. La donna, da 17 anni dipendente della banca e impiegata alla filiale di Monteroni d’Arbia, è finita a processo davanti al giudice, dopo l’inchiesta dei carabinieri a suo carico scattata nel 2023, anno in cui è emerso il presunto episodio per cui si procede. E a seguito del quale ha subito una sospensione dal lavoro che dura ancora oggi.
Ieri il procedimento è ripreso in aula al primo piano del palazzo di giustizia di viale Franci, dinanzi al giudice monocratico Francesco Picardi. Secondo la ricostruzione investigativa, dopo che un vigilante aveva consegnato del denaro da custodire nel caveau della banca, a seguito di una verifica sarebbe stato registrato l’ammanco per una decina di migliaia di euro. Gli accertamenti successivi hanno condotto alla figura della donna, che svolge la mansione di cassiera, in relazione al fatto che fosse in possesso delle chiavi del caveau, anche se l’imputata nega ogni addebito.