I decreti non sono stati varati, il fondo non è stato reso più capiente, le situazioni drammatiche di chi ha perso tutto continuano a restare tali, mentre il viceministro dell’Economia Enrico Morando si limita a dire che “stiamo lavorando". E alle vittime di Banca Etruria, Cariferrara, Carichieti e Banca Marche vengono date speranze su una strada difficilmente percorribile, mentre la via maestra è quella giudiziaria
giovedì 31 marzo 2016
MARMELLATA NEWS. Piove petrolio sul Governo Renzi ! Ministro si dimette !! La marea verdina..avanza.. TOTALmente nei guai!!!! Dopo la Guidi.la Boschi..
Renzi..tiri fuori le ricevute!!!!A chi pagava le spese?
Scontrini Renzi, Tar condanna Comune Firenze a pagare spese legali a M5s. Di Maio: “Ora premier pubblichi le ricevute”
Lo scandalo dell'acqua: paghiamo qui la più cara d'Italia, referendum inascoltato, privatizzazione selvaggia voluta da Renzi
Dal 2014 l'acqua è aumentata del 18 %,,l'Acea partner...... romana...... del Fiora, intanto il referendum vinto dai comitati è inascoltato e Renzi vuole l'acqua in mano ai privati. Uno schifo senza fine targato PD
votatelo che ve lo meritate!!!!!
votatelo che ve lo meritate!!!!!
La Grande Truffa......in azione
mercoledì 30 marzo 2016
Come l'ha messo insieme? E i vecchietti truffati? Ma la 'ministra' nessun conflitto di interessi? Ce l'aveva solo il Berlusca ? Pagliacci da fiera!!!
Banca Etruria, il tesoro di Pierluigi Boschi che rischia di essere pignorato
Lobby
La multa da 300 milioni per i manager della Popolare aretina minaccia la villa di Laterina, casali e azioni del padre della ministra
martedì 29 marzo 2016
Green Peace contro Renzi, la faccia tosta color petrolio....
Energie rinnovabili, Renzi: “Dobbiamo ridurre dipendenza dai fossili”. Greenpeace: “Una gran faccia tosta”
Lobby
L'associazione replica a distanza alle dichiarazioni del premier dal Nevada: "Il capo del governo è dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani. È insopportabile che si faccia vanto persino dei primati italiani in fatto di rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che in quel settore hanno perso il posto per causa delle sue politiche sbagliate e vecchie"
di Luisiana Gaita | 29 marzo 2016
Sorpresa, Matteo Renzi torna fan delle rinnovabili (a parole), maGreenpeace non ci sta. Il presidente del Consiglio è volato Stillwater (in Nevada) “per visitare la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo. Che è italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprieeccellenze”, ha spiegato in un post su Facebook. Il riferimento è alla mobilitazione trasversale per il sì al referendum sulle trivelle. E fra le ragioni del sì e del no in queste settimane si è discusso anche di rinnovabili, come fonte di energia alternativa a quelle tradizionali costituite da idrocarburi. “Il settore vede l’Italia tra i leader mondiali e ne siamo orgogliosi – dice Renzi – ma dobbiamo avere consapevolezza che un mondo che va avanti solo a rinnovabili per il momento è solo un sogno”. Frase che deve aver suscitato non poco stupore in casa Greenpeace, da dove proprio nei giorni scorsi è uscito un report che evidenzia l’opposto di quanto sostenuto dal capo del governo. “Matteo Renzi ha una gran faccia tosta a parlare di rinnovabili”, dice a ilfattoquotidiano.it Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. Che commenta le parole del premier: “Mentre invita gli italiani a disertare un referendum nazionale, schierandosi dalla parte dei petrolieri, non manca di vantarsi dei traguardi di un settore che lui e il suo governo stanno invece mettendo in ginocchio”.
IL FUTURO DELL’ENERGIA SECONDO RENZI – Eppure il presidente del Consiglio in viaggio negli Stati Uniti ha elogiato la centrale di Stillwater sottolineando il “merito di Enel e Enel Green Power”, con il gruppo italiano che è diventato “una delle principali compagnie del mondo per il geotermico, per il solare fotovoltaico, per il solare termico e comunque molto forte anche su eolico e idroelettrico”. Seguono “quattro pensierini volanti”. Sulla tecnologia, sulla dipendenza dai fossili e dalle emissioni, sull’onore di essere italiani e ancora su Enel. “Una grande azienda della quale essere orgogliosi – scrive il premier – tra le poche multinazionali che hanno la testa e il cuore in Italia”.Quindi l’annuncio: “Continueremo a farla crescere, anche attraverso i progetti innovativi della banda larga che presenteremo il prossimo 7 aprile”. Secondo Renzi “il futuro dell’energia è innanzitutto la tecnologia”. Per cui è più che mai necessario “investire sulla ricerca, non aver paura del futuro e della scienza”. Su rinnovabili e altre fonti di energia? “Dobbiamo ridurre la dipendenza dai fossili e le emissioni, come abbiamo fatto negli ultimi 25 anni (in Italia -23% di emissioni CO2) – dice Renzi – ma petrolio e gas naturale serviranno ancora a lungo: non sprecare ciò che abbiamo è il primo comandamento per tutti noi”.
LA REPLICA DI GREENPEACE – Secondo Greenpeace è uncontrosenso che il premier si vanti dei risultati raggiunti in un settore “affossato dal suo stesso governo”. Per l’associazione la posizione del premier è chiara: “Renzi è dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani. È insopportabile – dice Boraschi – che si faccia vanto persino dei primati italiani in fatto di rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che in quel settore hanno perso il posto per causa delle sue politiche sbagliate e vecchie”. Boraschi ricorda qualche numero: “Nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150mila nuovi impianti fotovoltaici: nel primo anno dell’era Renzi il numero è sceso ad appena 722”. Nel solo settore eolico, nel 2015, si sono persi 4mila posti di lavoro. Secondo Greenpeace, poi, Renzi è riuscito a ostacolare le energie rinnovabili su tutti i fronti: cambiando in corsa contratti già sottoscritti con lo Spalma incentivi, modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici. “Nel frattempo – dice Boraschi – gli incentivi ai combustibili fossili continuano a salire. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha regalato alle fonti sporche 13,2 miliardi di dollari”. Un dato in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. In Germania confermano incentivi per le fonti rinnovabili per oltre 23 miliardi “in Italia le penalizziamo con incentivi che non superano gli 11 miliardi”, conclude il responsabile della campagna Energia e Clima
Quando si davano soldi agli amici degli amici...
Monte dei Paschi verso cessione crediti per oltre 220 milioni
Mps smentisce poi le indiscrezioni di stampa relative ad una richiesta della Banca centrale europea per un nuovo ulteriore aumento di capitale. "Banca Mps - si legga in una nota - rileva anche che la divulgazione di notizie destituite di ogni fondamento, in un contesto così complesso, non può che recare ulteriore instabilità e nocumento al sistema bancario, al mercato e agli investitori".
lunedì 28 marzo 2016
Mercatino
Partiti, compravendita delle candidature: le interrogazioni restano senza risposta
Palazzi & Potere
Dopo l'inchiesta del fattoquotidiano.it sui "patti di candidatura" in cambio di denaro il M5S va alla carica delle istituzioni chiamate a garantire "la regolare costituzione degli organi elettivi". Due interrogazioni, una ad Alfano e una a Matteo Renzi e una lettera ai presidenti delle Camere per chiedere che sia impedito ai partiti di subordinare l'accesso alle liste dei candidate all'elargizione di denaro. Al momento nessuno ha risposto
domenica 27 marzo 2016
sabato 26 marzo 2016
L'apertura della Sala di Palazzo Borgia con la mostra permanente del Plastico della città con gli studi del Prof. Giancarlo Cataldi sulla origine della Città Ideale ( Università di Firenze) e l'Architettura Calendaristica scoperta da Jan Pieper (Università di Aquisgrana) in collaborazione fra Parrocchia di Pienza., Comune di Pienza, Volontari Civici. Tutto realizzato nell'interesse della Comunità
Commissione di inchiesta alla Regione Toscana su MPS
da SIENA FREE
Inchiesta Mps, Giannarelli: ''Il ''groviglio armonioso'' ha messo in ginocchio l’economia del territorio''
La commissione d’inchiesta, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S), ha ascoltato il sindaco di Siena Bruno Valentini, il professor Raffaele Ascheri e gli avvocati Giulio Caselli e Luigi De Mossi
“La vita di Siena è stata inquinata dai soldi e dal potere del Monte dei Paschi. Le scelte politiche si facevano non per convinzione, ma per convenienza. I gruppi politici erano influenzati dalla possibilità, attraverso il consiglio comunale, di incidere sulle scelte della fondazione, e dalla banca, e quindi sugli utili da erogare”. Lo ha dichiarato il sindaco di Siena, Bruno Valentini, ascoltato questa mattina dalla commissione d’inchiesta sul Monte dei Paschi, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S). “Il danno più grave è stato sulla cultura diffusa – ha aggiunto - perché si è creata dipendenza, la riluttanza al rischio ed a fare impresa”.
Secondo Valentini “la Fondazione aveva un ruolo determinante nelle scelte della Banca. Nella Fondazione esercitavano una funzione rilevante le istituzioni locali, governate dalla politica – ha precisato - C’è stata quindi una filiera decisionale che influiva in modo forte sulle attività della Fondazione e della Banca, che derivava da input locali e nazionali”.
Secondo Valentini “l’incauto acquisto” di Banca Antonveneta ha avuto “un consenso generale, sia a Siena che fuori”, anche dai sindacati interni. “La responsabilità della politica – ha affermato - è stata non aver valutato i rischi e non aver imposto i controlli necessari, sia sul prezzo sia su ciò che si comprava”. Il sindaco ha precisato che, a livello nazionale, si è sempre guardato con favore all’integrazione della banca in un sistema di credito più vasto, mentre a livello locale c’era la convinzione che il controllo sarebbe rimasto a Siena.
Sul consenso diffuso intorno all’acquisto di Antonveneta si è soffermato anche Raffaele Ascheri, insegnante, ed autore di molti libri sul “sistema Siena”. “Da parte dell’informazione locale c’è stato un completo allineamento sui desiderata di Mussari e Vigni, ma anche di chi è venuto dopo – ha dichiarato –. Di fatto, in questi anni, non è esistita una stampa capace di porre qualche domanda. Corriere di Siena, La Nazione e Canale 3 hanno avuto sempre una linea supina”.
Nel corso dell’audizione sono stati ascoltati anche gli avvocati Giulio Caselli, responsabile regionale Adusbef, associazione che tutela i consumatori nel settore del credito e Luigi De Mossi, parte civile in alcuni procedimenti legati alla vicenda Monte dei Paschi, che ha svolto anche incarichi specifici di valutazione sulla vicenda Antonveneta. Quest’ultimo ha citato la relazione di Daniele Pirondini, che solleva alcune perplessità sull’acquisto. La prima: non è stata fatta né una due diligence, né una perizia. La seconda: i costi del personale del 17,9% nell’anno di acquisizione, senza aumenti significativi delle unità.
“Non ho dubbi sulla responsabilità politica di chi ha nominato gli amministratori prima in Fondazione, poi nella Banca – ha rilevato De Mossi - Siena è stata gestita dal Pd. Il presidente ed il direttore generale erano espressione del Pd e della Cgil, ma c’erano anche rappresentanti delle minoranze. Il presidente di Antonveneta faceva riferimento a Forza Italia. Quello che è rilevante dal punto di vista politico non sono tanto le responsabilità penali – ha aggiunto – ma la distruzione dell’economia di un territorio”.
Secondo il presidente della commissione d’inchiesta Giannarelli, “ancora una volta emerge il ruolo svolto da Banca d’Italia e Consob. Un’operazione come l’acquisto di Antonveneta non può non avere l’avvallo degli organi di controllo – ha rilevato -. Perché non sono intervenuti? Mi auguro che nello sviluppo dei procedimenti giudiziari si chiarisca anche questo aspetto. Nessuna voce fuori dal coro. Sembra incredibile – ha aggiunto –. Il ‘groviglio armonioso’, per usare un’espressione dell’attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e giornalista senese, Stefano Bisi, ha messo in ginocchio una banca fino a qualche anno prima tra le più capitalizzate ed un intero tessuto economico, minando alla base le prospettive di sviluppo del territorio”.
I lavori della commissione proseguiranno adesso con l’analisi delle partecipate. “La gestione scellerata della banca, un ruolo della vigilanza da chiarire, partiti alla ricerca di consenso e potere hanno dilapidato un patrimonio gigantesco – ha concluso Giannarelli –. Iniziative interessanti come la ricerca medica di Toscana Bio Tech e Toscana Life Sciences sono andate in crisi per mancanza di contributi dalla fondazione che gestiva gli utili della banca e centinaia di cittadini sono rimasti senza lavoro in un territorio che ha delle potenzialità enormi, ma soffocate da un passato che non deve riproporsi
Secondo Valentini “la Fondazione aveva un ruolo determinante nelle scelte della Banca. Nella Fondazione esercitavano una funzione rilevante le istituzioni locali, governate dalla politica – ha precisato - C’è stata quindi una filiera decisionale che influiva in modo forte sulle attività della Fondazione e della Banca, che derivava da input locali e nazionali”.
Secondo Valentini “l’incauto acquisto” di Banca Antonveneta ha avuto “un consenso generale, sia a Siena che fuori”, anche dai sindacati interni. “La responsabilità della politica – ha affermato - è stata non aver valutato i rischi e non aver imposto i controlli necessari, sia sul prezzo sia su ciò che si comprava”. Il sindaco ha precisato che, a livello nazionale, si è sempre guardato con favore all’integrazione della banca in un sistema di credito più vasto, mentre a livello locale c’era la convinzione che il controllo sarebbe rimasto a Siena.
Sul consenso diffuso intorno all’acquisto di Antonveneta si è soffermato anche Raffaele Ascheri, insegnante, ed autore di molti libri sul “sistema Siena”. “Da parte dell’informazione locale c’è stato un completo allineamento sui desiderata di Mussari e Vigni, ma anche di chi è venuto dopo – ha dichiarato –. Di fatto, in questi anni, non è esistita una stampa capace di porre qualche domanda. Corriere di Siena, La Nazione e Canale 3 hanno avuto sempre una linea supina”.
Nel corso dell’audizione sono stati ascoltati anche gli avvocati Giulio Caselli, responsabile regionale Adusbef, associazione che tutela i consumatori nel settore del credito e Luigi De Mossi, parte civile in alcuni procedimenti legati alla vicenda Monte dei Paschi, che ha svolto anche incarichi specifici di valutazione sulla vicenda Antonveneta. Quest’ultimo ha citato la relazione di Daniele Pirondini, che solleva alcune perplessità sull’acquisto. La prima: non è stata fatta né una due diligence, né una perizia. La seconda: i costi del personale del 17,9% nell’anno di acquisizione, senza aumenti significativi delle unità.
“Non ho dubbi sulla responsabilità politica di chi ha nominato gli amministratori prima in Fondazione, poi nella Banca – ha rilevato De Mossi - Siena è stata gestita dal Pd. Il presidente ed il direttore generale erano espressione del Pd e della Cgil, ma c’erano anche rappresentanti delle minoranze. Il presidente di Antonveneta faceva riferimento a Forza Italia. Quello che è rilevante dal punto di vista politico non sono tanto le responsabilità penali – ha aggiunto – ma la distruzione dell’economia di un territorio”.
Secondo il presidente della commissione d’inchiesta Giannarelli, “ancora una volta emerge il ruolo svolto da Banca d’Italia e Consob. Un’operazione come l’acquisto di Antonveneta non può non avere l’avvallo degli organi di controllo – ha rilevato -. Perché non sono intervenuti? Mi auguro che nello sviluppo dei procedimenti giudiziari si chiarisca anche questo aspetto. Nessuna voce fuori dal coro. Sembra incredibile – ha aggiunto –. Il ‘groviglio armonioso’, per usare un’espressione dell’attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e giornalista senese, Stefano Bisi, ha messo in ginocchio una banca fino a qualche anno prima tra le più capitalizzate ed un intero tessuto economico, minando alla base le prospettive di sviluppo del territorio”.
I lavori della commissione proseguiranno adesso con l’analisi delle partecipate. “La gestione scellerata della banca, un ruolo della vigilanza da chiarire, partiti alla ricerca di consenso e potere hanno dilapidato un patrimonio gigantesco – ha concluso Giannarelli –. Iniziative interessanti come la ricerca medica di Toscana Bio Tech e Toscana Life Sciences sono andate in crisi per mancanza di contributi dalla fondazione che gestiva gli utili della banca e centinaia di cittadini sono rimasti senza lavoro in un territorio che ha delle potenzialità enormi, ma soffocate da un passato che non deve riproporsi
venerdì 25 marzo 2016
PD fuorilegge ?...Cosa normale....
Giustizia & Impunità
Altra tegola sui dem dopo il caso Rende e l'arresto dell'ex sottosegretario Principe. Secondo la Procura, l'ex assessore continua a svolgere attività politica nel palazzo nonostante non abbia più alcuna carica dopo il coinvolgimento nell'inchiesta sui rimborsi allegri. In compagnia di esponenti locali e parlamentari. Acquisiti video delle telecamere interne
giovedì 24 marzo 2016
Seconda Notte Rossa PD a Monticchiello sulla 'ndrangheta' ? Sarebbe il caso....
Calabria, Pd “sbigottito” dagli arresti per mafia. Ma troppi i segnali ignorati, dal caso Rende alle primarie anomale
Giustizia & Impunità
La commissione d'accesso in Comune, gli interrogatori dell'ex sottosegretario Principe, la "forte e inaspettata affluenza alle consultazioni tra gli iscritti nel 2102". Ma dai dem nessuna reazione fino agli arresti di quattro esponenti del centrosinistra. E il segretario Magorno, che invocò la Commissione antimafia per il caso Quarto, ora mette in guardia dal "venticello dell'antipolitica.....E Rosy Bindi sta al gioco? Pare di si.
Iscriviti a:
Post (Atom)