giovedì 4 giugno 2026

( PRESENTAZIONE ) PIENZA. EMPORIO LETTERARIO . 'Il letto cinese' di Anna Luisa Pignatelli. Sabato ore 11 Cortile di Palazzo Borgia.

 Copertina del volume: Il letto cinese

 


Recensione del Blog 'Notizie dalla Valdorcia'


L'indignazione di Corrado


Il giovane Corrado orfano di padre, bocciato alla maturità ‘anni Sessanta’, vive un’emancipazione difficile ‘con gli occhi chiusi’. Di fronte a lui uno sfuggente panorama senese, che si intravede da Porta Tufi fra l’Amiata e la Maremma, . Incombe su di lui la presenza di un ‘padre’-zio colto e austero, un professore di storia antica cinese che si raccoglie spesso in un pensatoio-alcova di stile imperiale, il letto cinese. Ammiratore di Confucio e delle antiche dinastie, considera il nipote uno sfortunato caso della vita, indegno dei suoi alti studi. Per animare le giornate inutili dello strano nipote lo assume come dattilografo. Così il giovane prigioniero della sua inettitudine si piega a battere a macchina una lunga storia che non ama. L’ultima dinastia Quing volge al tramonto in un crepuscolo che si tinge di rosso cupo. Ecco la Città Proibita dove attorno all’ Imperatore Celeste si muovono le concubine e egli eunuchi attori funamboli del ritualismo tradizionale Quing. Nel Giardino della Serenità e nel Palazzo della Pacifica Longevità si avvicendano i lacchè di un’Imperatrice concubina e l’esangue Imperatore Timido rimasto senza potere. La penna di Anna Luisa Pignatelli non concede indulgenze ai suoi personaggi assorti nella crudeltà dei crimini di una corte incantata nel suo antico fulgore. La scrittrice delle Crete senesi scandisce con il tic tac della Lettera 22 di Corrado, l’ordinaria sequela di delitti e di colpi di palazzo evocati con commossa maestria. E’ la descrizione dantesca di luciferina bellezza di una corte millenaria allo sfacelo. Corrado, che sogna la musica degli anni Sessanta e la rivolta giovanile, ha orrore per l’ammirazione del ‘padre’ -zio verso la tradizionale ‘fasciatura erotica’ dei piedi delle antiche mogli cinesi, le ‘dolcissime’ schiave del marito-padrone. il tramonto dei Quing scorre sulle righe dattiloscritte come un canto tragico. Corrado, che nella sua assente amoralità considera il potere come un sopruso, fugge con la sua ragazza gitana sulla spiaggia di Alberese per un giorno d’amore finito male, sfiorando una disperata caduta nell’abisso. Un misterioso e incomprensibile atto di violenza fa di lui il ‘rabdomante inconsapevole’ del suo malessere. Trasforma in un crimine un giorno destinato invano all’amore, il giovane sessantottino mancato con gli ‘occhi chiusi’, si incammina nel labirinto esistenziale dei suoi giorni tristi, certo di ‘non appartenere a nessun paese e a nessuna patria’. Troverà una pace inattesa solo nella scomparsa del padre-zio dalla scena della sua vita raminga. Steso sul letto cinese rimasto vuoto, invia nell’aldilà allo zio questo messaggio: ’ Avevi un terribile bisogno di noi e avevi approfittato della nostra soggezione, fin quando il gioco ti era sfuggito di mano’. Il suo lungo incubo volge al termine. Dalle antiche dinastie cinesi e dai loro incanti seducenti e perversi esce un canto di saggezza antica:   ‘ lo spirito di un uomo, originato dalle due potenze primarie, il Cielo e la Terra è indistruttibile. A partire dal momento in cui il soffio leggero del Cielo si separa in noi dal soffio corposo della Terra, nuove avventure, oltre a quelle terrene, aspettano la nostra parte immortale’. Corrado l’inetto ‘salvato’ dalla arcaica saggezza, medita ora nel letto cinese dello zio sulla ‘ indignazione che provai quando invece di difendermi, infieristi su di me’ . Ora, caduto questo ‘padre’ per una sconosciuta malattia, la sorda ira del ‘figlio’ inetto si  placava per sempre. Il suo ‘disprezzo’ non lo angosciava più. 

Fabio Pellegrini.



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