venerdì 4 maggio 2012

Guerriglia nel PD fra ex Margherita e ex PDS

La guerra fra ex Margherita e ex PDS esplosa nel PD senese in merito alle nomine della Fondazione MPS ( o alle sue spoglie) e culminata con la bocciatura del bilancio di previsione del Comune di Siena ( che potrebbe portare al commissario) sta conoscendo episodi di ritorsione in Val d'Orcia e in altre zone contro i sindaci del PD che provengono dalla ex Margherita . Secondo alcuni osservatori la mancata approvazione del bilancio di previsione a Castiglione d'Orcia dove il sindaco è un ex Margherita va lette così. Una ritorsione sui fatti 'senesi' montepaschini.

giovedì 3 maggio 2012

Partiti in fuga..Monti nel pallone

I partiti sei mesi fa chiamarono Monti, per fare il lavoro sporco, dopo avere svuotato le casse dello stato : riempirle di nuovo con la crime e sangue (IMU e Pensioni). Ora se ne vergognano e fanno finta di non sapere. Monti non sa che fare e chiama un 'tecnico' (Bondi) per tagliare ancora, perchè ha capito che anche lui è un politico ( l'uomo del partito delle banche). Bondi propone ai cittadini di intervenire su facebook per denunciare gli sprechi..e tagliarli....Insomma, ci stanno prendendo per il culo. Taglieranno ancora, aumenteranno i prezzi ancora, si salverà la Casta , le Banche, ecc. Noi no. senza una ribellione dal basso non succederà nulla. Speriamo che nessuno vada a votare...Non lo meritano.

mercoledì 2 maggio 2012

Muore nel pomeriggio un giovane rumeno con l'auto.

Vicino al podere di Frignano e La Lupaia, comune di Torrita vicino al confine con Pienza, è deceduto questo pomeriggio un giovane operaio rumeno ventenne con il pic-up della sua azienda precipitando dalla strada in un campo. La strada amata da camminatori e ciclisti è tormentata e richiede molta attenzione.

PIENZA Centro storico con i nuovi cestini differenziati in ferro battuto. Di Manolo Garosi

Pienza differenzia i rifuti dei turisti nel Centro Storico con i nuovi cestini differenziati Una forma di sensibilizzazione culturale, un riferimento al Piano di Gestione Unesco del 2011, nel quale si riafferma il rispetto per l’ambiente e la tutela ambientale. Un investimento con il quale il Comune vuol migliorare sé stesso e dimostrare che anche all’interno della storia pientina, intorno ai suoi palazzi, scorci e piazze in ogni momento è possibile rispettare l’ambiente. Sono 50 i nuovi cestini in ferro battuto la cui realizzazione affidata con bando pubblico ha permesso un rinnovamento dei contenitori per i rifiuti nei centri storici di Pienza e Monticchiello e nelle prima periferia pientina. Un progetto portato avanti dal consigliere delegato all’ambiente e dall’ufficio tecnico. Carta, multimateriale e indifferenziato in italiano ed in inglese sono riportati nei cestini con una targhetta corrispondente ad ogni colore dei materiali conferibili. La preziosa collaborazione della scuola primaria di Pienza nelle classi quarta e quinta con le insegnanti Lucia Lucherini e Lucia Spennacchi ha permesso la produzione di disegni da parte dei bambini che attraverso manifesti affissi nelle bacheche pubbliche, dimostreranno come e dove si gettano i rifiuti prodotti in gita, in una escursione o durante una visita ad una città d’arte come la nostra. Ogni logo di rifiuto conferibile riporta l’indicazione del nome in italiano ed in inglese a dimostrazione che tale nuova forma di raccolta è indirizzata soprattutto al turismo che predilige le nostre città. Ci auguriamo che l’iniziativa riscuota successo e permetta un miglioramento non solo nella forma di raccolta dei rifiuti, ma anche nella cultura di un rispetto ambientale, che in un Sito Unesco come Pienza, va di pari passo con il rispetto della storia e della cultura artistica ed architettonica.

martedì 1 maggio 2012

L'uomo in soffitta. Di Rino Massai

Vedere tanta brava gente a festeggiare il Primo maggio,convinta che le manifestazioni democratiche a fianco dei Sindacati o dei Partiti siano il percorso da seguire per cambiare le cose,da una parte mi ha rassicurato,dall’altra mi ha fatto provare un senso di desolazione. I poteri costituiti al di là dei loro schieramenti da anni prendono in giro i lavoratori,li difendono a parole,in pratica fanno i loro interessi che poi tradotto significa cercare di perpetuarsi come categoria,come ruolo e come privilegi. Quelli che parlano al popolo di giustizia,di sacrifici,di necessità urgenti per superare la crisi, è tutta gente,rossa o nera, che prende stipendi da favola,va in pensione con soli cinque anni di contributi,non paga niente dei servizi che utilizza,nel caso di qualche sindacalista, che non ha fatto un giorno di lavoro. Il governo dei tecnici dopo il fallimento ufficiale della politica è stato poi come passare dalla padella alla brace,tutta gente d’alto bordo,la cui Bibbia sono i principi della finanza,appartenente alla ricca borghesia,che in un solo mese prende anche 150 mila euro,che ha decine di case,forse non sa nemmeno quanto costa un chilo di pane o un litro di benzina. Lupi vestiti da pecore,attori che piangono mentre affamano la gente,per poi voltasi e godere dei propri privilegi,dimentichi dell’uomo, della sua dignità,dei suoi bisogni,con una visione del mondo fatta di numeri e il denaro e la produzione elevati a ruolo di divinità (appoggiati in questo da destra e sinistra). Popolo, è l’ora di prendere certa gente a calci in culo,rifondare la società,ridare dignità alla vita.

DIBATTITO : Una pernacchia agli italiani......Di Beppe Grillo

Amato nominato super-consulente da Rigor Montis sui soldi pubblici ai partiti è uno schiaffo agli italiani. Una pernacchia. Un potente vaffanculo della Casta. Una provocazione. E' come buttare un fiammifero acceso in un pagliaio. Qualche volta mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico. L'Italia è sull'orlo del collasso economico, dopo il quale può succedere di tutto. Al confronto di Rigor Montis, di Alfano, Bersani e Casini, Maria Antonietta, alla quale venne attribuita la frase "Se non hanno pane, mangino brioches!", rivolta al popolo affamato durante la Rivoluzione francese, è una statista. Giulano Amato ha una certa esperienza nel maneggiare i soldi e di finanziamenti pubblici, è stato tesoriere del PSI di Craxi. Uno dei rari casi in cui il tesoriere fa carriera e il capo finisce sotto accusa e latitante. L'esatto contrario dei tesorieri Belsito della Lega e di Lusi della Margherita. Si invocano i tagli e si imbarca un tizio che prende 32.000 euro di pensione al mese. E' uno scherzo di Carnevale? Per le pensioni va applicato un tetto massimo di 3.000 euro. Sono più che sufficienti per vivere. Con il risparmio (valutabile in 7 miliardi di euro all'anno) delle mega pensioni, doppie e triple, dei vitalizi dei politici si apra un fondo per pagare i debiti che lo Stato ha con gli imprenditori che si suicidano al ritmo di uno o due al giorno. Affidare un incarico al superpensionato Amato per contenere i costi è una dichiarazione di guerra a chi non riesce a mangiare con la sua pensione e dopo il taglio di 200 euro al suo misero reddito decide farla finita buttandosi dal terrazzo. I sacrifici, o li facciamo tutti, o non li fa nessuno! Ma questo, Rigor Montis non lo sa. Non capisce che senza esempi, occupandosi di ritagli e frattaglie al posto dei tagli e senza l'appoggio dell'opinione pubblica, è già finito. Che sarà travolto. Un ferrovecchio a cui i partiti cercheranno di attribuire le colpe per poi essere spazzati via a loro volta. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento (ma voi forse non ci sarete).

Il convegno di Pienza: Pensare il giardino. Di Mariella Spinelli

Pensare al giardino è forse cercare un luogo ideale dove ci si può abbandonare e congiungere a quel flusso profondo che ci lega alla terra, alle piante, al sole, all'acqua per ritrovare ciò che compone la sostanza del nostro corpo. La forma che diamo al nostro giardino piccolo o grande che sia, è il frutto del nostro intervento sulle cose buone.. scegliamo quali piante vogliamo più vicine , di quali vogliamo godere per i frutti o per i fiori. Può essere più o meno selvaggio. A primavera tagliare o meno le pratoline che invadono il prato?Ogni erba infestante dona il suo colore, il meglio di se , in primavera e si può cedere.. Alla testarda resistenza delle graminacee. Piccole scelte che però ci fanno intendere come possa iniziare da qui il contatto con ciò che non si sposta o lo fa molto lentamente, con ciò che ha radice, che vive di giorno e notte , perfettamente. Osservare o intervenire? modificare, dare un ordine, far valere la nostra volontà, il nostro piccolo disegno ..le resistenze sono leggi di natura o miracoli di adattabilità. Nel tempo dunque, lavorando tra questi due punti di vista opposti, al di là del nostro terrazzo o piccolo giardino, apprezziamo il lavoro di persone che pensano o hanno pensato all'ordine e alla bellezza della natura e l'hanno organizzata diversamente a seconda di come veniva interpretato lo spazio nella storia, nell'arte , nella scienza, differentemente a seconda del periodo storico al quale appartenevano. Il paesaggio accoglieva così anche piante che arrivavano da luoghi lontani e che s'integravano a specie autoctome. Il nostro amato cipresso fu portato in toscana dagli etruschi e prima di loro, in Italia dai Fenici e dai Greci. Oggi è simbolo della nostra terra, del nostro inconfondibile, unico, paesaggio toscano. A Pienza abbiamo un eccellente esempio di giardino all'italiana in quello di Palazzo Piccolomini. Nel rinascimento, il giardino all'italiana era inteso come una terrazza che univa il palazzo e dunque l'architettura , alla natura selvaggia, al paesaggio. Infatti il giardino di Palazzo Piccolomini non è chiuso, si affaccia sulla Valdorcia. Domenica 29 aprile, alla conferenza in Palazzo Pubblico a Pienza , dopo il saluto del sindaco Fabrizio Fè, l'assessore alla cultura Giampietro Colombini sono intervenuti il prof. Ugo Sani della fondazione Tagliolini che ha parlato del giardino all'italiana ma anche di come veniva pensato il giardino, quale significato culturale rappresentava alla fine del 1400, in Italia. Successivamente il prof Roggero Roggeri, Presidente del Centro Commerciale Naturale e infine Il prof. Clovis Whitfield che ha illustrato un'opera del pittore Domenico Zampieri detto il Domenichino ( 1581-1641) proveniente da una collezione inglese ed esposta fino al 3 giugno nella saletta a piano terra del Museo Diocesano. Un quadro ad olio di eccellente pittura di paesaggio..un'imponente natura a confronto di piccole figure umane perfettamente ritratte nei particolari. Il titolo dell'opera è :"Palazzo con paesaggio e festa in barca".Una prospettiva centrale composta di tre livelli di profondità. Essenziale il valore dei condotti, delle acque che servivano ad alimentare la vita del paesaggio, la sua freschezza e continuità con la vita dei palazzi, degli edifici che s'innestano in armonica continuità di volumi e toni .Le acque e i condotti richiedevano anche allora investimenti di denaro e cure come elementi essenziali della vita e della composizione del giardino/paesaggio.. Nel quadro del Domenichino si esce dall'abitato per vivere nella natura , in questo caso facendo una festa in barca , nella durevolezza dello scorrere dell'acqua . In questo stesso livello troviamo l'architettura classica ma aperta, che lascia trasparire l'orizzonte, che si bagna e si unisce al cielo con le aeree statue chiare , luminose che adornano il terrazzo, fatte quasi della stessa pasta delle nuvole. A terra una madre col grembio che richiama i bianchi , pronta ad accogliere il bambino che le corre intorno e in profondità una piccola città bianca che si taglia appena accennata sul profilo di un lago celeste. L'acqua scorre nella fontana all'interno dell'architettura ed esce dai mascheroni delle pareti..Un continuo fluire, un tessuto ininterrotto di travasi che si intrecciano nei richiami dei colpi di luce come nelle forme e nei significati delle figure. La differenza dal disegno simmetrico, geometrico del giardino rinascimentale che conversa col paesaggio attraverso il taglio di un orizzonte è esaltante. L'opera del Domenichino , in questo contesto, pare quasi rappresentare l'idea di una possibile periferia, astratta nel luogo e nel tempo ma possibile, vista la bellezza del quadro.