Il Teatro di Cristiana Ciacci ancora una volta ha dimostrato un concetto fondamentale per la Città di Pio : che oltre alla straordinaria monumentalità di Pienza e al suo successo in campo scientifico e ‘turistico’, non potrebbe più esistere la ‘città’ senza l’ humus culturale che ancora scorre nelle vene della sua ‘comunità’ in pericolo. Perché possiamo ancora spingere il nostro Pil oltre ogni record possibile, ma senza la ‘sostanza’ culturale cittadina la ‘civis’ non esisterebbe più. Sarebbe soltanto una spettacolare scenografia umanistica al servizio di attività di ‘magna e bevi’ di successo, ma senza traccia di sangue culturale. Dunque la morte della cultura, dunque la morte della Città Ideale, come Pio II la concepì. Cristiana con i suoi 40 spettacolari e irriverenti ‘guitti’ sulla scena piesca ha oggi spiegato, dietro i geniali sberleffi e le battute divertenti dei navigati attori, questo concetto basilare. Potrebbe una squadra di calcio, con tutto il rispetto, vivere senza uno stadio? Potrebbe una squadra di Volley esistere senza una palestra attrezzata ? Potrebbe una associazione musicale vivere senza una sede dove provare ? No di sicuro. Fortunatamente a Pienza questi ce l’ hanno. Ma una compagnia teatrale di sessanta, settanta cittadini può esistere senza un Teatro? . Solo il miracolo di Cristiana Ciacci che si arrangia in casa sua a mettere in scena appassionati attori da 10 anni di età a 80…consente oggi questo: non far morire l’ultimo humus culturale vitale di una Città oggi quasi cancellata dal ‘turismo’. Grazie Cristiana e cari amici ‘teatranti’ di Pienza, voi siete i ‘salvatori’ dell’oggi della autentica cultura pientina. La parola ‘cultura’ dà spesso solo fastidio o piuttosto viene ‘usata’ nei ‘palazzi’ come orpello nelle giornate celebrative. Poi il silenzio. E l’ humus vitale’ di una comunità che lentamente muore. Sapete di chi è stata l’idea di portare per sempre in piazza il ricordo degli Dei della civiltà classica ? Prima di Cristiana… ci ha pensato un certo Pio II, spesso dimenticato protagonista cittadino, e lo ha pure scritto nei Commentarii. E un professore filosofo francese, Bruno Queysanne ce lo ricordò tanti anni fa in un saggio divenuto famoso nel mondo: Il ciclo del cielo: la nozze di Gaia e Urano nella piazza di Pienza. Pio II , ci ricorda il filosofo francese, chiama l’ oculus della facciata di Pienza ‘ l’occhio del Ciclope’. Un papa umanista cristiano, che non può fare a meno dei miti classici ‘pagani’ è una vera notizia ! Ma non è solo un’immagine letteraria. Nella mitologia greca e nella Teogonia di Esiodo i Ciclopi sono gli esseri della seconda generazione, mentre alla prima apparteneva la Dea Gaia ( un nome assai caro a Cristiana e Alberto) che da sola aveva generato il cielo Urano. Tra i primi ciclopi vi erano i ‘costruttori’ di città con pietre ‘ciclopiche’, unici in Grecia capaci di maneggiarle. Questa la mitologia. Dunque Pio e l’ Alberti vollero lasciare a Pienza il ricordo della ‘cultura primaria’ che si aggira ancora nelle nostre vene di uomini dell’ era dell’Accesso. Cristiana e la sua ‘banda’ scatenata di sapienti e spettacolari teatranti ‘storici’ senza teatro, senza mezzi, che si pagano tutto da soli, i ‘guitti’ del teatro classico sopravvissuti miracolosamente a Pienza, ci hanno ricordato tutto questo. Grazie cari amici per il vostro impegno silenzioso, grazie Cristiana, fate conto che vi abbia nominati tutti e 40, siete voi coloro che ancora ‘coltivano’ l’ humus pientino e ci salvano da un ‘declino’ culturale che orde di turisti frettolosi e incolti producono giorno dopo giorno cancellandolo... Grazie a voi e a pochi altri onorati pientini, autogestiti , autofinanziati, innamorati della bellezza, la cultura pientina sopravviverà. Altro non vediamo all’orizzonte. Per ora. Solo l’ Humus cittadino ci può salvare ( fp)
sabato 12 settembre 2026
PIENZA L'ANTICA CITTA' DEGLI DEI DELLA CLASSICITA' . IL SUO TEATRO : ECCO L' HUMUS CULTURALE CITTADINO
Il Teatro di Cristiana Ciacci ancora una volta ha dimostrato un concetto fondamentale per la Città di Pio : che oltre alla straordinaria monumentalità di Pienza e al suo successo in campo scientifico e ‘turistico’, non potrebbe più esistere la ‘città’ senza l’ humus culturale che ancora scorre nelle vene della sua ‘comunità’ in pericolo. Perché possiamo ancora spingere il nostro Pil oltre ogni record possibile, ma senza la ‘sostanza’ culturale cittadina la ‘civis’ non esisterebbe più. Sarebbe soltanto una spettacolare scenografia umanistica al servizio di attività di ‘magna e bevi’ di successo, ma senza traccia di sangue culturale. Dunque la morte della cultura, dunque la morte della Città Ideale, come Pio II la concepì. Cristiana con i suoi 40 spettacolari e irriverenti ‘guitti’ sulla scena piesca ha oggi spiegato, dietro i geniali sberleffi e le battute divertenti dei navigati attori, questo concetto basilare. Potrebbe una squadra di calcio, con tutto il rispetto, vivere senza uno stadio? Potrebbe una squadra di Volley esistere senza una palestra attrezzata ? Potrebbe una associazione musicale vivere senza una sede dove provare ? No di sicuro. Fortunatamente a Pienza questi ce l’ hanno. Ma una compagnia teatrale di sessanta, settanta cittadini può esistere senza un Teatro? . Solo il miracolo di Cristiana Ciacci che si arrangia in casa sua a mettere in scena appassionati attori da 10 anni di età a 80…consente oggi questo: non far morire l’ultimo humus culturale vitale di una Città oggi quasi cancellata dal ‘turismo’. Grazie Cristiana e cari amici ‘teatranti’ di Pienza, voi siete i ‘salvatori’ dell’oggi della autentica cultura pientina. La parola ‘cultura’ dà spesso solo fastidio o piuttosto viene ‘usata’ nei ‘palazzi’ come orpello nelle giornate celebrative. Poi il silenzio. E l’ humus vitale’ di una comunità che lentamente muore. Sapete di chi è stata l’idea di portare per sempre in piazza il ricordo degli Dei della civiltà classica ? Prima di Cristiana… ci ha pensato un certo Pio II, spesso dimenticato protagonista cittadino, e lo ha pure scritto nei Commentarii. E un professore filosofo francese, Bruno Queysanne ce lo ricordò tanti anni fa in un saggio divenuto famoso nel mondo: Il ciclo del cielo: la nozze di Gaia e Urano nella piazza di Pienza. Pio II , ci ricorda il filosofo francese, chiama l’ oculus della facciata di Pienza ‘ l’occhio del Ciclope’. Un papa umanista cristiano, che non può fare a meno dei miti classici ‘pagani’ è una vera notizia ! Ma non è solo un’immagine letteraria. Nella mitologia greca e nella Teogonia di Esiodo i Ciclopi sono gli esseri della seconda generazione, mentre alla prima apparteneva la Dea Gaia ( un nome assai caro a Cristiana e Alberto) che da sola aveva generato il cielo Urano. Tra i primi ciclopi vi erano i ‘costruttori’ di città con pietre ‘ciclopiche’, unici in Grecia capaci di maneggiarle. Questa la mitologia. Dunque Pio e l’ Alberti vollero lasciare a Pienza il ricordo della ‘cultura primaria’ che si aggira ancora nelle nostre vene di uomini dell’ era dell’Accesso. Cristiana e la sua ‘banda’ scatenata di sapienti e spettacolari teatranti ‘storici’ senza teatro, senza mezzi, che si pagano tutto da soli, i ‘guitti’ del teatro classico sopravvissuti miracolosamente a Pienza, ci hanno ricordato tutto questo. Grazie cari amici per il vostro impegno silenzioso, grazie Cristiana, fate conto che vi abbia nominati tutti e 40, siete voi coloro che ancora ‘coltivano’ l’ humus pientino e ci salvano da un ‘declino’ culturale che orde di turisti frettolosi e incolti producono giorno dopo giorno cancellandolo... Grazie a voi e a pochi altri onorati pientini, autogestiti , autofinanziati, innamorati della bellezza, la cultura pientina sopravviverà. Altro non vediamo all’orizzonte. Per ora. Solo l’ Humus cittadino ci può salvare ( fp)
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