martedì 9 giugno 2026

Dal Corriere di Siena

 SIENA

Siena e un futuro senza Mps: il tracollo è dietro l'angolo ma la sindrome dello struzzo non passa mai di moda

Con l'acquisto da parte di Intesa, la Direzione generale verrebbe meno e calerebbe il giro di affari per tutte le attività commerciali che gravitano sulla banca

Aldo Tani

09 Giugno 2026, 06:30

Rocca Salimbeni Mps

Mps

Ora che succede? Anche in una città non abituata a fare i conti con sé stessa, è innegabile che la domanda dall'annuncio di Carlo Messina sia iniziata a circolare.

Le istituzioni si sono affrettate a delineare un perimetro che non può essere toccato - marchio, livelli occupazionali e valore per il territorio - ma Intesa (e Unipol) risponderanno solo agli interessi dei propri azionisti.

Non è chiaro chi si può mettere in mezzo per difendere gli interessi senesi, considerato che il governo, per voce di alcuni dei suoi rappresentanti (Tajani e Salvini), si è già chiamato fuori.

Già le prime ipotesi di nome, Banca Monte dei Paschi, lasciano presagire cosa attende la città. Svuotata di dipendenti e peso, tenendo presente che il nuovo assetto renderebbe inutile la permanenza della Direzione generale.

Da semplice satellite le ripercussioni economiche sull'indotto sono immaginabili. Le attività commerciali che gravitano su piazza Salimbeni, conseguentemente alla diminuzione di personale, ne pagherebbero il prezzo più alto.

Ma anche le aziende non avrebbero più un punto di riferimento territoriale, affidandosi così a decisori lontani centinaia di chilometri. Se uno dei problemi attuali del rilancio economico di tutta l'area è la difficoltà di accesso al credito, diventa arduo pensare che le cose miglioreranno sotto Intesa (o Bper).

Per non parlare della Fondazione, che perdendo la conferitaria, forse sarà davvero costretta a cambiare nome, come auspicavano alcuni amministratori o ex: strategia l'ha già cambiata da tempo.

Insomma un quadro che non lascia presagire nulla di buono, anche perché non è chiaro quale contromossa Mps possa mettere in campo. Il comunicato diffuso ieri dalla banca non fa intendere nulla, se non un rimando a valutazioni future, che stando così le cose potrebbero essere tardive.

Forse era lecito attendersi qualche parola in più anche da chi è in testa alle istituzioni. Magari sarebbe stato tutto inutile, ma la comunità avrebbe potuto trovare un minimo appiglio che non è possibile cogliere in dichiarazioni così formali. Niente ardore invece.

La tempesta si avvicina, si salvi 

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