martedì 7 ottobre 2025

PIENZA. A proposito di 'troiai'

 


Scrive su facebook un oppositore dell' amministrazione comunale sul viale di Santa Caterina in attesa di prossimo intervento di recupero.

 " Perchè, una città Unesco, che affaccia su una  Valle UNESCO, non può avere questo troiaio di passeggiata. Fa schifo anche a chi la percorre per l'ultima volta... 


 A  parte gli errori di punteggiatura e di sintassi... il prodotto letterario di questo signore esponente di un certo partito appare orribile, senza che nessuno lo giudichi o lo smentisca .

Mi chiedo se nel suo autorevole girellare nella nostra cittadina abbia mai notato, a proposito di 'troiai', i giardini della Casa del Popolo da lui frequentati assiduamente. Luogo di cui i cittadini si chiedono spesso ( in una Città Unesco )  come possa ancora essere frequentato pubblicamente, in base a quali permessi, a quali criteri di igiene pubblica, a quali requisiti tecnici e urbanistici  necessari per tenere congrega nel Comune di Pienza, Città in cui operatori di ben altro livello professionale ottemperano ogni giorno a doveri e controlli continui.  Chi legge il 'compagno' che scrive queste cose? Molti. Nessuno se ne scandalizza? I morti, purtroppo, che lui chiama in ballo, no di sicuro ma.. i vivi..tutti !

 Fabio Pellegrini

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Povero Sgramma...prometteva 'letterine verdi'...poi il fugone dal blog e il suo capo che ne busca due volte... quando si dice un povero tonto...

Anonimo ha detto...

dove sono finiti i parcheggi dovuti della casa del popolo al comune per aprire il barre ?comune ?

Anonimo ha detto...

Uscita a dir poco deplorevole, poco o nulla da dire, si commenta da sola. Certo se uno avesse (per sbaglio) guardato come era ridotta la piazza dopo i banchetti, i cenelli, gli aperitivi, le bisbocce e le congreghe varie (di un certo livello ovvio) per le celebrazioni della "grandeur" della città ideale.....insomma, non era molto..."UNESCO" vero? Si può dire? O c'è il rischio di essere declassati da cittadini a "intoccabili" come nel sistema delle caste indiano? Nel caso veniam peto pro omnibus defectibus meis, tenendomi comunque stretto lo scontato declassamento.

Sul prosieguo del commento, se la memoria non mi inganna, ricordo una recente intervista estiva su un regolamento....chissà che disciplina quel regolamento......chissà.... ma anche quì, veniam peto, quod turpe verbum dixi!

Riguardo a quei giardini, infine, non mi sembra che quando sono belli apparecchiati i vivi se ne scandalizzino più di tanto.....alla fine i tavolini fanno sempre contenti tutti, e forse da candidare per un altro riconoscimento UNESCO...ad maiora!

Fabio Pellegrini ha detto...

Identità urbana e coscienza di appartenenza sono virtù che guardano al passato per garantire un futuro dal punto di vista culturale unica certezza che abbiamo. Nessuno si lamenta di come viene 'ridotta' a Siena la piazza per il Palio. Il giorno dopo è pulita, come a Pienza e fonte di amore per i senesi. La bellezza di una città ha un asua storia che non si può ignorare e la convivialità di tradizione la esalta, come spiega Pio II di persona nel nostro caso.Quello che non va bene, te lo dico in italiano, è la cialtroneria rivendicata come un diritto 'pro pecunia', diritto che fra l'altro non esiste neppure, mancando un minimo di codificata decenza. Dunque il latino non basta per avere ragione. Azzeccagarbugli docet. Inutile nascondersi dietro al latino per sfuggire a certi giudizi ineludibili. L' onestà intellettuale è la prima virtù senza la quale ci si ritrova dalla parte sbagliata senza accorgersene.